Un libro felice, dominato dal
piacere di raccontare. Ognuno dei due autori narra a suo modo qualcosa di simile, qualcosa della vita. La vita è estremamente complessa e
non si fa afferrare facilmente. Secondo la fredda
definizione data dalla NASA, la vita è un sistema
chimico autosostenibile e autoreplicante, capace di
conformarsi alle teorie evolutive di Charles Darwin. Tamburini trae
ispirazione dalla propria memoria. Cassandrelli,
invece, si rifà alla memoria collettiva
dellumanità. La scrittura di Tamburini
è riflessiva, quasi schiva. La prosa di Cassandrelli
è vivace e a tratti baldanzosa, come quando
lautore ci svela di aver risolto, con laiuto
di Darwin, lannoso dilemma su cosa sia nato prima
tra luovo e la gallina. Tamburini ripercorre le
stagioni della propria vita, ma presenta solo frammenti,
consapevole che le autobiografie, se non pertinenti,
possono risultare marginali nella storia o addirittura
noiose. Nel suo racconto ha dovuto tralasciare molti
dettagli, quegli elementi dove si nasconde il diavolo: le
premesse, le sensazioni, le conseguenze, i ricordi, gli
strascichi. Cassandrelli offre una visione disincantata, ma non irriverente, dei primi episodi del Genesi, mettendoli in parallelo con le moderne conoscenze scientifiche. Un testo esegetico, ma anche divulgativo e, a suo modo, istruttivo.
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In copertina: Larcobaleno, segno di alleanza tra Dio e la Terra. Tecnica: Guazzo. Marc Chagall, 1931.
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